PIUE®: quale idea di persona ci orienta
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Il modello

PIUE®: quale idea di persona ci orienta

La persona non è un individuo isolato

Ogni scuola di psicoterapia prende posizione su che cosa sia un essere umano, su come nasca la sofferenza e su quali condizioni rendano possibile un cambiamento.

La Psicoanalisi Interpersonale Umanistica Esistenziale considera la persona come soggettività inconscia e cosciente, corporea e simbolica, costituita nelle relazioni e situata nella storia.

Che cosa tiene insieme la PIUE®

  • vita intrapsichica e mondo delle relazioni;
  • storia individuale e forme sociali dell'esistenza;
  • sintomo e organizzazione complessiva della personalità;
  • comprensione diagnostica e unicità della persona;
  • rigore del metodo e partecipazione soggettiva del terapeuta;
  • cura della sofferenza e sviluppo delle possibilità umane.

La dimensione umanistica non attenua il rigore clinico. Chiede di non ridurre la persona alla diagnosi e di considerare libertà, responsabilità, creatività e capacità di amare come questioni cliniche, non come ornamenti filosofici.

Come pensa un terapeuta PIUE®?

Non domanda soltanto: quale disturbo presenta? Domanda anche:

  • come vive la persona ciò che le accade;
  • quali conflitti e difese organizzano il suo funzionamento;
  • quali configurazioni relazionali si ripetono;
  • quale adattamento costoso il sintomo sta tentando di sostenere;
  • che cosa diventa conoscibile nel campo terapeutico;
  • quali possibilità evolutive sono realisticamente disponibili.

Il cambiamento terapeutico

Il cambiamento comprende la riduzione dei sintomi, ma non si esaurisce in essa. Riguarda la possibilità di riconoscere configurazioni ripetitive, pensare gli affetti, trasformare difese divenute costrittive e costruire maggiore continuità fra corpo, desiderio, pensiero e azione.

Nota istituzionale

La PIUE® è presentata come sviluppo teorico-clinico interno e area di ricerca della Direzione scientifica, distinta dalla denominazione ministeriale dell'indirizzo riconosciuto.

Come questo modello legge la sofferenza →

La prospettiva esistenziale · umanistica

L'anima si rivela nel silenzio del corpo, tessendo il linguaggio profondo dell'essere.

La clinica non è un monologo verbale, ma una sinfonia di linguaggi: il sogno con la sua logica non lineare, il corpo con le sue tensioni e i suoi silenzi eloquenti, il simbolo e il mito che risuonano nelle profondità dell'esistenza. Il terapeuta esistenziale-umanistico impara a stare nell'incertezza, senza tradire questa ricchezza con spiegazioni premature.

Come suggerisce Hillman, riprendendo l'immagine di Keats, la psicoterapia è spesso una «valle del fare anima»: non una fuga verso una luce artificiale, ma l'attraversamento consapevole delle esperienze più dense, là dove l'anima si forma e si trasforma. E la cura è incarnata: come esplorato da Merleau-Ponty, la nostra esistenza è radicata nel corpo, e la guarigione accade in questa intercorporeità, in una risonanza che va oltre lo scambio di parole.

Andrea Galgano
Open Day

Mercoledì 9 settembre 2026

dalle 18 alle 20 · in presenza a Prato e online
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